Rassegna stampa de l'Arena sull'iter del Filobus a Verona
Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare.
Che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare
Che io possa avere sopratutto l'intelligenza di saperle distinguere.
Tommaso Moro
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sabato 5 gennaio 2013
sabato 29 dicembre 2012
Questioni su Parona...
Alcune grandi questioni preoccupano PARONA:
1 - il progetto Traforo, col passante autostradale a due passi dal centro della frazione, due ponti sull’Adige, e il conseguente grave inquinamento da traffico pesante. Se si realizza, la situazione peggiorerà: fino a quando non sarà costruita la “bretella” (posticipata di 5 anni, rispetto al completamento del passante autostradale) i mezzi – TIR compresi! - che usciranno in via Preare diretti in Valpolicella non potranno che intasare il centro di Parona. D’altra parte “la bretella” distruggerebbe per sempre il parco dell’Adige. E le emissioni inquinanti aumenterebbero comunque. Altro che soluzione al traffico: questo progetto porta a un vicolo cieco.
2 - il progetto Filovia, che finirà per togliere il collegamento diretto con il centro attraverso i mezzi pubblici. L’attuale linea 21 verrebbe infatti troncata in Ponte Crencano, dove è previsto il capolinea della nuova filovia; per i residenti di Parona ciò significa dover cambiare mezzo, con aumento della scomodità e dei tempi totali di percorrenza. Eppure, con soli 3 km aggiuntivi la linea filoviaria raggiungerebbe Parona e i confini comunali.
3 – le nuove lottizzazioni previste: a Nassar sorgerà un’enorme urbanizzazione in una zona di alto pregio naturalistico soggetta ad esondazioni.
4 - Il piano degli interventi ha poi approvato altre nuove costruzioni; le più impattanti sono previste proprio davanti alla secentesca Villa Monastero, un giolello storico e paesaggistico . Eppure l’esempio del Borgo degli Ulivi a Quinzano, sotto San Rocchetto, dovrebbe costituire un evidente segnale d’allarme: le nuove cementificazioni rischiano di disseminare scheletri di palazzine invendute e incompiute.
Eppure, diverse cose si potrebbero fare, con investimenti relativamente ridotti, per aumentare la qualità della vita nella zona:
- Una linea tramviaria, con fermata all’ex stazione; l’utilizzo della linea ferroviaria esistente consentirebbe ai residenti della Valpolicella di raggiungere il centro città e l’est veronese in modo veloce, sicuro e comodo.
E poi ancora:
- la valorizzazione del lungadige pedonale sotto il Ponte della Ferrovia come luogo d’incontro e punto di partenza di vari percorsi naturalistici;
- la sistemazione e l’adeguamento della pista ciclabile dell’Attiraglio oggi stretta, sconnessa ed interrotta nei vari punti critici;
- l’apertura del lungadige Attiraglio anche al sabato pomeriggio ai soli pedoni e ciclisti;
- la realizzazione della “ciclabile della Valpolicella” che collegherebbe S. Pietro in Cariano a Verona: un progetto approvato anche dall’amministrazione Tosi, ma che poi non ha trovato finanziamenti. A Verona il tratto previsto è quello ai piedi delle colline, sotto villa San Dionigi, fino a San Rocco. Una zona di grande bellezza e valore paesaggistico: ma …. sullo stesso percorso è prevista la ben nota autostrada!
Donatella Miotto
Parona, 16 novembre 2012
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